MOLLUSCUM CONTAGIOSUM, UN NOME UN PROGRAMMA

Aina è una bimba vivace di 6 anni, entra con la mamma in ambulatorio e agita i suoi codini pieni di mollette colorate spargendo allegria per tutto l’ambulatorio. La mamma mi saluta, si siede sulla sedia davanti alla scrivania e mentre la bimba trotterella analizzando le gambe del lettino e cercando con lo sguardo qualche potenziale gioco nascosto in ambulatorio, mi spiega che da un paio di mesi ha cominciato ad andare in piscina e si è riempita di bollicine sotto le ascelle “Sono strane, perché sono dure e hanno una specie di ombelico al centro!“. Non prudono e non fanno male, ma sono proprio un po’ scomode da vedere.. “Dottoressa, come le togliamo?”

..Questa storia non vi è nuova?

Cari genitori, oggi parliamo del molluscum contagiosum. Si tratta di una malattia cutanea benigna di origine virale (trasmessa dal Poxvirus), che colpisce particolarmente i bambini di età compresa tra 1 e 10 anni (anche se può presentarsi ad ogni età!). Le lesioni che provoca sono piccole papule perlacee con una parte centrale depressa. Tali lesioni di solito non causano sintomi, anche se a volte possono prudere, ma nella maggior parte dei casi la preoccupazione è principalmente estetica.

COME SI TRASMETTE?

La trasmissione avviene di solito per contatto diretto, pelle a pelle, attraverso oggetti che sono stati recentemente a contatto con le lesioni (asciugamani, spugne, vestiti, giocattoli…) o per autoinoculazione (il bambino tocca o si gratta una lesione e poi tocca un’altra parte del corpo). I bimbi con dermatite atopica possono essere più suscettibili alle infezioni da poxvirus perché la loro barriera cutanea è un po’ più fragile.

Molto spesso la diffusione dell’infezione è collegata alle piscine, probabilmente a causa del contatto dei bambini con la pelle nuda e/o della condivisione di asciugamani e oggetti.

SI PUÒ CURARE?

È una malattia benigna, le lesioni di solito scompaiono spontaneamente, anche se in alcuni casi possono metterci fino a 2 anni! La medicina continua ad aggiornarsi, ma fino ad oggi non c’è nessuna evidenza che ci siano trattamenti più efficaci che lasciar passare del tempo, in attesa che tali lesioni “si curino da sole”. Se qualche amante degli articoli scientifici ne avesse voglia, può leggere questa recente revisione di Cochrane (qui il sito se volete dare una sbirciatina) del 2017, in cui si riconferma appunto che “la risoluzione spontanea del molluscum contagiosum continua ad essere un metodo efficace per il suo trattamento”.

In ogni caso, a seconda della grandezza e dell’estensione delle lesioni (per esempio lesioni molto grandi o in zone scomode o delicate come quella del viso o della zona genitale) esistono diverse alternative di trattamento che consiglio nel mio ambulatorio:

  1. Idrossido di potassio (Molluskin): è un trattamento topico che potete comprare in farmacia ed applicare a casa. Vi consiglio di mettere un po’ di vaselina attorno alla lesione nel caso in cui parte del prodotto si sparga attorno alla papula ed arrivi a danneggiare la pelle sana. Si applica ogni giorno sulla lesione con l’apposito pennellino fino a quando, dopo diversi giorni, non diventa rossa: a quel punto si smette di applicarlo e si lascia che si stacchi da sola.
  2. Curettage o pinzette: le papule del molluscum possono essere rimosse con un utensile simile a un cucchiaino, o con una pinzetta, operazione svolta solitamente dal dermatologo. Si tratta di una tecnica un po’ fastidiosa, per cui si cerca sempre di applicare una crema anestetica un paio d’ore prima per alleviare il dolore. Quando le lesioni vengono rimosse possono sanguinare un pochino, ed il procedimento può lasciare minime cicatrici.
  3. Crioterapia con azoto liquido: anche in questo caso si tratta di una tecnica realizzata dal dermatologo: applicando l’azoto liquido congela la lesione ed elimina il virus. Anche questa tecnica può risultare un po’ fastidiosa. 

SI PUÒ PREVENIRE?

In generale non esistono specifiche misure di prevenzione, però nei bambini atopici (se non avete letto il decalogo per la corretta gestione della dermatite atopica vi rimando qui), una buona idratazione è fondamentale per rafforzare la barriera cutanea e quindi impedire la penetrazione del virus. Infatti, spesso può comparire sulle lesioni dell’eczema, e sono proprio queste le zone dove può recidivare più facilmente.

QUALCHE ACCORGIMENTO:

Evitiamo il contatto diretto con lesioni o oggetti che sono stati a stretto contatto con esse. Se c’è stato un contatto accidentale, laviamoci le mani (ormai siamo abituati no?)

Evitiamo di condividere asciugamani, vestiti o altri oggetti personali (infradito, occhiali, giocattoli, galleggianti etc..).

Non c’è motivo di evitare la scuola o l’asilo. Vi raccomando di coprire con cerottini le lesioni non coperte dai vestiti per evitare il contagio del resto dei bambini.

Evitiamo di graffiare le lesioni in quanto possiamo aiutare a diffondere l’infezione (anche per questo i cerotti sono una buona idea)

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