QUANTI PASTI? QUANTO LATTE?

Care mamme e cari papà, oggi uno spunto semplice per chi di voi è alle prime armi con seno, biberon, alimentazione complementare & affini. 

Quando si comincia con lo svezzamento, soprattutto tra i neogenitori, è normale che sorgano molti dubbi più che legittimi, in merito a diverse criticità: la quantità di cibo realmente ingerita dal bambino, i comportamenti a tavola, la sicurezza, il taglio dei cibi, quali cibi, quante volte al giorno.. Oggi vorrei darvi alcuni consigli preziosi ed una guida orientativa del numero di pasti a seconda dell’età del vostro bambino. Cominciamo subito!

1) IL LATTE RESTA L’ ALIMENTO PRINCIPALE FINO ALL’ ANNO DI VITA. Durante il secondo semestre di vita, il latte dovrebbe continuare ad essere offerto a richiesta e frequentemente (proprio come prima!), non deve essere sostituito dal cibo! È ideale offrire prima il latte e poi gli alimenti che vogliamo introdurre o che ha già provato. L’energia introdotta con il latte sarà sufficiente per la sua crescita, e con lo svezzamento dovremo preoccuparci soprattutto di introdurre nuovi sapori e texture. L’obiettivo è che il bambino, a lungo termine, mangi come un adulto! Come dice Carlos Gonzalez, un famoso pediatra catalano da cui ho imparato moltissimo “L’alimentazione complementare non è un periodo nutrizionale, ma educativo”.

In media ecco qui le quantità di latte orientative per chi offre la formula:

Meno di un mese di vita (epoca neonatale): 60-90 ml ogni 2-3 ore.

– A 1-2 mesi, 120-150 ml ad ogni poppata (poppate ogni 3-4 ore circa).

– A 4-5 mesi, circa 120-180 ml ad ogni poppata (poppate ogni 4-5 ore circa).

– Entro i 6 mesi raggiunge i 180-240 ml ogni 5-6 ore circa, (dipendendo anche dal cibo introdotto con lo svezzamento).

Le quantità sono così variabili perché ogni bambino si regola di giorno in giorno per soddisfare le sue stesse esigenze. I controlli di peso con il pediatra aiuteranno a rafforzare la tranquillità dei genitori in merito ai dubbi sulla crescita adeguata. Anche saper interpretare i segnali di sazietà e di fame è uno strumento utile per aiutare il piccolo ad alimentarsi a suo piacimento: se al termine del biberón o della poppata diventa irrequieto o si distrae facilmente, probabilmente sarà già sazio. Se invece continua a succhiare, potrebbe avere ancora fame.

In ogni caso, se il vostro piccolo non si sazia mai o al contrario le sue richieste sono sempre al di sotto di quelle suggerite, parlatene con il vostro pediatra. Alcuni bambini succhiano di più di altri (la suzione li calma e li organizza, li aiuta a tranquillizzarsi) e le esigenze di suzione potrebbero essere dovute al desiderio di calmarsi più che alla fame.

2) QUANTI PASTI AL GIORNO? Non ci sono regole rigide. Le raccomandazioni dell’OMS GUIDANCE (che potete trovare qui) riguardo al numero di pasti sono:

6-8 mesi: 2-3 pasti al giorno. Possiamo cominciare con un pasto al giorno ed aumentare gradualmente, a seconda dell’appetito e della destrezza del bambino.

9-24 mesi: aumento progressivo a 3-4 pasti + 1-2 spuntini nutrienti e salutari a seconda dell’appetito.

Il numero dei pasti dipenderà inoltre da diversi fattori:

Gli orari della famiglia: ogni famiglia è un mondo con i suoi ritmi e le sue routine. Cercate di organizzarvi come meglio riuscite, ed introducete le abitudini che amate anche nelle routine del vostro piccolo!

La predisposizione e l’interesse del bambino. Educare è sempre una questione a due: dobbiamo cogliere i momenti in cui i nostri piccoli sono più ricettivi ed interessati (quel giorno in cui magari stando a tavola si slanciano verso quella deliziosa polpettina che state per mettervi in bocca?!), e approfittare di quei momenti per rendere tutto più facile.

I suoi ritmi e i suoi orari: cercate di scegliere momenti in cui sono attenti e vigili, evitando quelli in cui sono troppo stanchi o affamati.

3) E LA CENA? Come sempre, non esiste un’età precisa per introdurla. Di solito si comincia ad offrire tra i 9-10 mesi: se verso i 7 (o 8, o 9, o 10, o 12, o 14..) mesi vi accorgete che dopo la poppata del pomeriggio, verso sera ha ancora fame, potete offrire qualche alimento sicuro, che avete già introdotto previamente, e il vostro piccolo deciderà se ha voglia di mangiarlo o no. Se mangia con gusto, complimenti! Avete appena introdotto la prima cena! Se no, nessun problema! Vuol dire che con il latte era già sazio.

4) CERCHIAMO IL PIÙ POSSIBILE DI MANGIARE IN FAMIGLIA! I bambini imparano praticamente TUTTO per imitazione! A tavola con voi capiranno quali cibi amate, come li mangiate. Stare a tavola è davvero pietra angolare per la nostra cultura, un momento di condivisione importante per la famiglia, e di cui i nostri piccoli faranno tesoro, in tutti i sensi.

5) NON FORZATEL@ A MANGIARE. È importante rispettare i suoi segnali di fame-sazietà! Vi consiglio quindi calorosamente di evitare: 

Di imboccarlo a forza, fare l’areoplanino, confonderlo con promesse o ricatti.

Di proporre la stessa pietanza ogni giorno, “purché mangi”.

Di ricorrere a tablet e smartphone per placare i “capricci” e distrarlo.

So che alcune di queste cose le abbiamo vissute in prima persona, ed è difficile imparare a pensare in modo diverso quando la nostra educazione, la nostra famiglia anche senza volerlo giocano un ruolo a volte controverso. Se avete molti dubbi a riguardo mi raccomando, informatevi bene! Vi consiglio queste due pagine che raccomando sempre ai miei pazienti: Solidstarts e Start4life, entrambi inglesi. Ma soprattutto trovate un pediatra di cui vi fidate e non abbiate paura di fare domande: nessuna domanda è stupida, un vero professionista lo sa!

Ed anche oggi spero che questi consigli vi siano stati utili! A presto!

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