ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE E COME COMINCIARLA

Buongiorno cari genitori! Ritorno finalmente su questi schermi!! Oggi trattiamo un tema davvero interessante, che mi ha portato via parecchio tempo di studio e selezione di fonti valide per voi. È un argomento che avrebbe tutte le premesse per essere semplice: l’alimentazione complementare (AC), ovvero come si comincia a nutrire un bambino nel delicato passaggio dal latte materno ad una dieta adatta a tutte le tappe della sua crescita. Il bagaglio culturale che ci portiamo dietro, che in molti altri ambiti ci aiuta e ci sostiene, in questa occasione aggiunge purtroppo una nota di complessità all’argomento, ed in alcune occasioni può essere purtroppo foriero di tensioni. 

La quantità di informazione online è veramente immensa e non vi nego che nel cercare di riassumervi “l’essenziale” a tratti mi sono sentita quasi sopraffare! Mi sono ricordata di quando tempo fa ad un corso di formazione ci hanno parlato di infoxication, un fantastico mix di information ed intoxication, ovvero l’eccesso di informazioni che ci impedisce di approfondire un argomento con tranquillità.

Essendomi sentita così dopo il mio percorso di studi, non mi risulta difficile pensare che qualche genitore possa essersi sentito sopraffatto, senza saper bene a chi fare affidamento: al pediatra,  all’infermiera, alla mamma, alla nonna, a internet, all’amica.. È certo che negli ultimi anni ci sono stati grandi cambiamenti in questo senso, soprattutto nelle raccomandazioni ufficiali, ed è importante che anche voi ne siate consapevoli per capire meglio tutto il processo e il perché si possono generare dei conflitti.

Ci sono abitudini che ci sembrano salutari, forse perché noi stessi le abbiamo seguite fin dall’infanzia, ma che con le conoscenze attuali si rivelano sbagliate. La forza della scienza è in un certo senso anche la sua debolezza: non c’è niente di immutabile, si rinnova continuamente, non per nostro vezzo o capriccio, ma perché quando le nostre conoscenze di un argomento aumentano, l’evidenza scientifica migliora e le raccomandazioni che erano valide prima, ora non lo sono più. La natura della scienza “condanna” noi medici ad aggiornarci sempre, per offrire ai nostri piccoli il meglio del meglio. Ed è una dolce condanna, intendiamoci! 

Il vostro pediatra potrà rispondere a tutte le vostre domande ed aiutarvi non solo a scegliere per i vostri figli la dieta migliore, ma anche a costruire passo dopo passo le abitudini che saranno alla base della loro crescita oggi, e della loro salute da adulti. La decisione sul tipo di cibo e sul modo di offrirlo è vostra, noi professionisti vi informeremo sulle possibilità e vi supporteremo in ogni momento, e non siamo qui per giudicare. Ricordate: nessuno dovrebbe giudicarvi per come decidete di dare da mangiare a vostro figlio!

QUANDO È PRONTO PER INTRODURRE I CIBI SOLIDI?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno come unico alimento dalla nascita ai 6 mesi. Fino a quel momento, il bambino ha bisogno solo di latte materno, quando e quanto ne vuole (a domanda). Niente acqua, cereali né frutta. Se non avremo dato il seno, ovviamente vale lo stesso per la formula. 

A partire dai 6 mesi, il suo corpo ha bisogno di più nutrienti, in particolare di ferro e zinco, ed è tempo di aggiungere all’allattamento al seno l’AC. Mi raccomando però, l’AC non sostituisce il latte materno, infatti l’alimento base di un bambino fino all’anno di vita è sempre il latte (materno o formula). Ricordate: durante il primo anno, quando cominciate l’AC, il piccolo dovrà assumere sui 500 ml aprox di latte al giorno.

Per poter mangiare cibi diversi dal latte, è auspicabile che l’organismo abbia la necessaria maturazione a livello neurologico, renale, gastrointestinale ed immunitario. In generale è buona prassi cominciare ai 6 mesi. E voi mi direte, “Quindi con 5 mesi e 29 giorni no, ma con 6 mesi si?”. In realtà più che a una età specifica ci riferiamo ad uno stadio maturativo. È chiaro che ogni bambino è diverso dall’altro, ma quando diciamo 6 mesi, è perchè a questa età praticamente tutti i bambini hanno raggiunto uno sviluppo psicomotorio tale per cui possono star seduti da soli, sono interessati al cibo ed hanno perso il riflesso di estrusione. Tale  riflesso impedisce loro di deglutire o masticare cibi solidi: quando il piccolo nota qualcosa di più solido in bocca, lo espelle con la lingua. Si tratta di un meccanismo di sopravvivenza per evitare il soffocamento. Per quanto riguarda i liquidi,  i bambini sono in grado di deglutirli fin dalla nascita (già deglutivano l’amnios durante la vita fetale), ma non i solidi, proprio per la presenza di tale riflesso.

PER I BIMBI A MAGGIOR RISCHIO DI ALLERGIA C’È QUALCHE VANTAGGIO NELL’ INTRODUZIONE PRECOCE DEGLI ALIMENTI?

Per i bimbi allattati con formula molto spesso ho notato che le famiglie decidono di cominciare con la AC un po’ prima. Non è necessario, ma se proprio ne avete il desiderio si può anticipare l’alimentazione complementare di 2-4 settimane. L’introduzione precoce del cibo, prima dei 4 mesi, non viene consigliata in nessun caso. Sembra che aumenti il rischio di sviluppare malattie autoimmuni ed allergie alimentari

Se nella vostra famiglia esistono allergie alimentari importanti, vi lascio qui un documento prezioso elaborato dalla BSACI, la British Society for Allergy & Clinical Immunology, che spiega alcuni tips per l’introduzione dei cibi che causano più frequentemente allergie, che ricordiamo essere: le proteine ​​del latte vaccino, l’uovo (soprattutto l’albume), le arachidi, la pesca, il kiwi e la fragola. Ve li riassumo brevemente se non avete voglia di leggerlo in inglese:

1. Inseriamo i cibi nuovi uno alla volta! Cerchiamo di non dare 2 nuovi alimenti lo stesso giorno (meglio nella prima parte della giornata e non più tardi delle h 18, per poter essere vigili nel caso in cui si manifesti una reazione allergica).

2. Cominciamo con quantità limitate di un alimento per poi aumentare lentamente nei giorni successivi. Una volta che si è introdotto con successo, continuiamo a dare l’alimento al piccolo regolarmente come parte della sua dieta abituale (almeno una volta alla settimana).

3. Se fanno parte della vostra dieta, cercate di introdurre uova e arachidi (queste ultime rigorosamente tritate o meglio in forma di crema) quanto prima (in nessun caso prima dei 4 mesi), ed entro i 12 mesi di età, continuando ad offrirli regolarmente come parte della dieta durante la crescita! 

4. Alcuni bambini svilupperanno un’ allergia alimentare nonostante seguiate questi consigli. 

5. Se pensate che il piccolo possa avere una reazione allergica (difficoltà respiratoria, arrossamenti cutanei o prurito generalizzato, vomito o quadro gastrointestinale..) interrompete immediatamente il pasto e consultate il pediatra.

COME SI INTRODUCONO I CIBI SOLIDI?

Abbiamo capito quindi che a partire dei 6 mesi bisogna cominciare ad offrire al piccolo altri cibi.. Ma quindi? come si introduce il cibo? Ecco che vi parlo dunque delle alternative possibili:

1. SVEZZAMENTO GUIDATO DAL BAMBINO O BABY LED WEANING (BLW) O AUTOSVEZZAMENTO

Questo approccio prevede di saltare completamente le pappe e l’alimentazione con il cucchiaio per consentire ai bambini di autoalimentarsi con le mani fin dall’inizio. Se volete saperne di più vi consiglio questo libro, scritto dalla PhD Gill Rapley, che ha aperto la strada del BLW in UK e poi nel resto del mondo. In ogni caso, se può farvi piacere, possiamo parlarne in un post dedicato, perchè ci sono davvero molte cose da dire in merito.

L’ “autosvezzamento” è la variante italiana del BLW, che in realtà è nata ancor prima di quest’ultimo, introdotta dal pediatra L. Piermarini nel 2001 (autore di “Io mi svezzo da solo”).  La differenza principale è nel modo di proporre il cibo. L’autosvezzamento di Piermarini propone un cibo cucinato per tutta la famiglia, sminuzzato, tagliuzzato e dato preferibilmente con le posate. Il BLW, invece, prevede l’uso quasi esclusivo delle mani, con un cibo offerto nel modo più naturale possibile (con la buccia, tagliato in spicchi..).

PRO:

  1. Abitudini alimentari più sane. I bambini provano sapori e consistenze diversi, cosa che sembra aiutarli a seguire una dieta più sana e più varia quando crescono. 
  2. Promuove e stimola lo sviluppo psicomotorio del bambino. Favorisce la masticazione, l’autonomia, le capacità motorie, la coordinazione occhio-mano, trasformando il momento dedicato all’alimentazione in un’esperienza sensoriale a 360º.
  3. Rispetta i segnali del corpo. Essendo una dieta a richiesta, i bambini imparano a regolarsi secondo i segnali del proprio corpo. Pertanto, mangeranno quando avranno fame e si fermeranno quando saranno soddisfatti. Ciò può aiutare l’intera famiglia a vivere il cibo in modo più rilassato.
  4. Favorisce la continuità dell’allattamento al seno. Siccome i bambini regolano il loro appetito in base ai segnali del corpo, possono attaccarsi al seno quando e quanto vogliono. Anche per i piccoli nutriti con formula è un metodo altrettanto valido. 
  5. Migliora il passaggio al cibo solido. Masticando cibi con sapori e consistenze diverse a partire dai 6-7 mesi, i bambini che seguono il BLW sembra che si adattino più velocemente ai cibi solidi.

CONTRO:

  1. Rischio di carenze nutrizionali: lasciando il controllo al bambino, si corre il rischio che la sua dieta non copra tutto il suo fabbisogno energetico o che ci siano squilibri nutrizionali. In alcuni casi esiste la possibilità di sviluppare anemia da carenza di ferro, o che la crescita ponderale non sia sufficiente. Tra i 6 e i 9 mesi per esempio, il latte materno non apporta la quantità sufficiente di ferro e zinco, per cui possiamo cercare di offrire ai nostri piccoli cibi ricchi di ferro: broccoli, cavolo, tuorlo d’uovo, carne, sardine, legumi, mango.. In generale, per l’AC, ma in generale anche per il resto della vita, è molto importante tenere in considerazione il piatto di Harvard, di cui parleremo più avanti, in modo tale che in tutti i pasti sia presente una quantità bilanciata di verdura, frutta, proteine e carboidrati.
  2. Rischio di soffocamento. Quando si cominciò a parlare di BLW qualche anno fa, si demonizzò inizialmente perchè sembrava che esistesse un rischio aumentato di soffocamento, ma con gli anni si è visto che non è così. Se i genitori che scelgono questa modalità sono ben informati ed offrono ai piccoli i cibi giusti per il loro stadio maturativo, tale rischio è identico a quello che si corre con le pappe. Vi segnalo a questo proposito questo sito che ho trovato davvero interessante: raggruppa in un database gli alimenti che si possono offrire, spiega come vanno tagliati a seconda della fase in cui vi trovate, aggiungendo per ciascun alimento un video di esempio. 
  3. Disordine: un bambino che mangia da solo non ha come obiettivo principale il mantenimento dell’ordine, pertanto preparatevi al caos! Alcuni strumenti che possono esservi utili sono il bavaglio di silicone e il piatto con la ventosa, che possono ridurre almeno in parte gli effetti del tornado.
  4. Spreco alimentare: all’inizio del BLW, gli alimenti vengono quasi solo assaggiati, è normale che le carote e i broccoli masticati a metà cadano sul pavimento e non vengano salvati.

2. LE PAPPE

Questo è l’approccio tradizionale all’alimentazione dei bambini, in cui il genitore ha il controllo totale. Si servono i cibi tipicamente passati o schiacciati. Se preferite questa modalità, cercate di dare al vostro piccolo l’opportunità in ogni caso di mangiare da solo con le mani, almeno a partire dai 9 mesi.

PRO:

  1. Ordine e pulizia: avrete voi il controllo, con i cucchiai e le pappe il disordine è minimo.
  2. Meno sprechi: la maggior parte degli alimenti in forma di pappa finisce nella bocca del bambino.

CONTRO:

  1. Rischio di diventare schizzinoso a tavola (mangiatore selettivo o peaky eater): il bambino è meno esposto a una varietà di consistenze fin dall’inizio, il che può portare a preferire certe consistenze e certi sapori rispetto ad altri.
  2. Controllo dell’appetito: ha meno opportunità di imparare a regolare il proprio appetito e di smettere di mangiare quando si sente pieno.
  3. Meno pasti insieme alla famiglia: il piccolo non può mangiare insieme al resto della famiglia perchè qualche membro della stessa è occupato ad imboccarlo, e ha meno opportunità di imparare con l’esempio.
  4. Meno divertimento. L’esperienza cibo è solo parziale con le pappe, il piccolo non può scegliere, toccare, esplorare.
  5. Costoso: può esserlo se si utilizzano i “baby food”: le pappe per neonati che costano più che le materie prime utilizzate per crearli. Io credo che le pappe fatte in casa siano sempre le migliori, e ve le consiglio di cuore (a questo proposito potete leggere l’articolo di UPPA in merito)
  6. Impatto ambientale: i baby food del supermercato tendono ad avere un impatto maggiore sul pianeta (le buste in cui si conservano tendono a non essere riciclabili).

3. IL MIX

Quando scegliete la forma di alimentare il vostro piccolo, nessuno vi chiede di diventare adepti di una religione e dedicarvi esclusivamente, nessun pellegrinaggio annuale né affini.  Potete scegliere di fare un po’ e un po’, secondo le esigenze familiari e dei diversi caregivers

Qualunque sia la vostra scelta vi consiglio:

  1. Imparate alcune nozioni di base di primo soccorso, che spero di poter approfondire in un video al più presto, perché possiate sentirvi sicuri. Io credo che questa sia la chiave: essere bene informati per sapere quando si è di fronte ad una situazione critica, ed avere gli strumenti per reagire in modo appropriato. Per esempio,  soprattutto all’inizio, sarà facile che in qualche situazione vomiti o abbia il tipico riflesso del conato, ma col tempo scompare, ed è importante saperlo distinguere da una situazione di soffocamento!
  2. Quando mangiate in famiglia, lasciate che il vostro piccolo si sieda con o vicino a  voi, sia partecipe del momento e vi osservi, già che il suo canale di apprendimento privilegiato è l’ imitazione. 
  3. Siate generosi nei complimenti, vivete con grande entusiasmo i suoi primi passi nel mondo dei sapori! Esortatelo a mangiare, stupitevi positivamente di tutto ciò che scieglierà di assaporare e fategli capire che siete orgogliosi dei suoi risultati.
  4. Le prime volte che prova un nuovo alimento e sembra che non gli piaccia, non gettate la corda, continuate ad offrirlo in forme e modi diversi! Vedrete che nella maggior parte dei casi, prima o poi l’avrete vinta! A volte può essere necessario offrire un alimento fino a 10-15 volte prima che venga accettato di buon grado!
  5. Se il vostro piccolo è allattato con formula, non è necessario passare al latte di tipo 2 se introducete l’AC, potete continuare con il latte di tipo 1 fino all’anno, quando potrete introdurre il latte di mucca normale. 
  6. Le proteine: gli studi degli ultimi anni mostrano che un eccesso di proteine nell’infanzia si associano a una percentuale maggiore di obesità da adulti. Pertanto, ricordate che oltre al latte materno, quando introduciamo l’AC, la quantità di proteine che non dobbiamo superare ogni giorno è di 20-30 g carne o 30-40g di pesce o 1 uovo piccolo. 
  7. Il piatto di Harvard: è il miglior trucco per imparare a mangiare sano! È un metodo semplice che può essere utilizzato dai bambini e dagli adulti: in ogni pasto dobbiamo riempire il piatto per metà da verdura, un quarto di proteine ed un quarto di cereali. 
  1. Esistono alcuni alimenti che dobbiamo conoscere e sapere che vanno evitati o che vanno offerti solo a partire da una certa età (date un’occhiata nel mio post di qualche tempo fa, vi lascio qui il link se non l’avete letto).
  2. Evitiamo le distrazioni a tavola, niente tablet, nè tv nè altre tecnologie. Impariamo fin dall’inizio a fare sempre una cosa alla volta. Non dobbiamo ingannare i nostri piccoli, ma insegnargli a crescere con le migliori abitudini!

Eccoci giunti alla fine del post. Rileggendolo per intero mi rendo conto che è molto più teorico e meno pratico di quello che avrei desiderato. Ci sono alcune cose di cui mi piacerebbe parlare, per esempio come organizzare una dieta adeguata per un bebé di 6,7,8 mesi e così vía, che tipo di alimenti e come offrirli.. ma per oggi ci fermeremo qui. Se volete dare un’occhiata a qualcosa di più pratico, vi segnalo questo libro, una guida per lo svezzamento “mix”, che ho trovato ben scritta e davvero piacevole, oltre alla pagina che vi ho segnalato al principio che mi sembra altrettanto pratica ed utile. Se avete dei libri che avete utilizzato con i vostri piccoli e che volete consigliarmi come lettura, sarò davvero contenta di leggerli e magari integrarli nel prossimo post. A presto e grazie di essere arrivati fino a qui!

Aggiornamento rapido: ho creato una piccola guida che ricapitola un po’ tutto quel che dobbiamo sapere per cominciare con l’alimentazione complementaei, per chi sceglierà il BLW, o la sua variante Italian che è appunto l’autosvezzamento.

Vi lascio il link per scaricarla proprio QUI

Spero davvero che possa esservi utile e aspetto i vostri feedback! A presto!

2 pensieri su “ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE E COME COMINCIARLA”

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