INFLUENZA E BAMBINI. TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SAPERE E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE

Finalmente è arrivata una delle stagioni che ho più a cuore, l’autunno. Le temperature si sono abbassate forse un po’ troppo in fretta, e con l’inizio della scuola abbiamo cominciato a vedere già le prime febbri accompagnate da catarro. A questo giro tutto è complicato dal panico dilagante del SARS-CoV-2 e credo che sia importante mettere a fuoco qualche punto chiave per avere le idee più chiare.

  1. I BAMBINI SI AMMALANO DI INFLUENZA?

Certo che sì! Ed è frequente quanto negli adulti, anzi anche di più! Infatti, i bambini sotto i 15 anni di età sono la fascia d’età più colpita, con tassi di incidenza più elevati nel gruppo dagli 0 ai 4 anni (1); ma sono gli over 65 il gruppo con la più alta mortalità e il maggior numero di complicanze gravi. Vi do qualche dato sulla Spagna: nella stagione 2018-2019, i decessi per influenza si sono concentrati principalmente nelle persone con più di 64 anni (83%), con un’età mediana di 81 anni, ed il 97% dei decessi presentava qualche fattore di rischio per sviluppare complicanze (1). I dati sono sovrapponibili anche per l’anno precedente. Quindi sì, i bambini hanno l’influenza, ma le complicazioni più gravi sono negli anziani e nei pazienti con qualche fattore di rischio.

2. QUALI SONO I SINTOMI?

Nei bambini, specie in quelli più piccoli, il quadro clinico dell’influenza può essere sovrapponibile ad un quadro di catarro, tosse, malessere e febbre. Non tutti i raffreddori sono influenza, tutt’altro, e non tutte le influenze sono raffreddori. Più crescono, diciamo a partire dei 6-7 anni, più gli è facile spiegare come si sentono: dolori ai muscoli, mal di testa, congestione nasale, mal di gola, febbre alta, tosse. 

Purtroppo le malattie virali (esistono molti altri virus oltre a quello dell’influenza, che causano sintomi simil-influenzali) sono molto poco specifiche e il ventaglio di sintomi davvero ampio.. Ed ora ci ritroviamo anche con SARS-CoV-2. Faccio outing amici.. con tutta sincerità ad oggi non abbiamo modo di differenziare COVID-19 da un’altra malattia virale. Capisco la preoccupazione, vi prego solo di non entrare in panico, sia l’influenza che COVID-19 tendono ad avere un decorso benigno nei bambini.

3. COME SI TRASMETTE?

Sono certa che avrete notato che quando comincia qualcuno in famiglia, è difficile non cadere uno dopo l’altro: l’influenza si trasmette davvero facilmente. Curiosamente, i bambini ne sono proprio i vettori, cioè sono i trasmettitori numero uno del virus influenzale. Con il Coronavirus invece, la cosa è ancora dubbia, alcuni studi hanno dimostrato che non sembrino esserne né vettori, né i principali trasmettitori (2,3), bensì vengono infettati principalmente dagli adulti (ci sono parecchi studi ancora in marcia, che ci daranno informazioni più dettagliate).

Il virus dell’influenza, come la maggior parte dei virus respiratori, si diffonde attraverso le minuscole goccioline di saliva  (goccioline di Flügge) che emettiamo quando parliamo, tossiamo, starnutiamo. Ed ovviamente, come tutte le infezioni respiratorie, l’influenza si trasmette mediante il contatto delle mani. 

4. C’É UNA TERAPIA?

Partiamo dalla base che non esiste un trattamento efficace per eliminare il virus influenzale nei bambini. Gli antibiotici non sono utili, tranne nelle rare occasioni in cui c’è una sovrainfezione, come l’otite o la polmonite. Quindi, in questo periodo dell’anno, non ci stanchiamo di ripetere che il trattamento è sintomatico: mantenere una buona idratazione, soprattutto nei più piccoli, una dieta sana (rispettando l’appetito, se non vuole mangiare come al solito non c’è da preoccuparsi.. neanche noi abbiamo fame con 39°C!!) e tanta tanta acqua! Antipiretici come il paracetamolo vanno usati solo se la febbre provoca malessere. Ma soprattutto tanto riposo e il calore di casa… Come saprete è meglio lasciarlo a casa da scuola fino a che non si é ripreso (non ha più la febbre e si trova fisicamente meglio). Fino a quel momento, evitiamo il contatto con persone a rischio ed in generale con altre persone.

5. COME SI PREVIENE?

Purtroppo, come probabilmente già saprete, il virus dell’influenza muta ogni anno, quindi non abbiamo tempo per immunizzarci e siamo soggetti a contrarre la malattia ogni inverno. L’unico modo per evitarla è il vaccino. Ogni anno l’OMS ci informa sui nuovi ceppi da includere nel vaccino annuale e la campagna inizia intorno al mese di ottobre.

6. QUALI SONO LE “RED FLAGS”? OVVERO, QUANDO CI PREOCCUPIAMO?

Per l’infuenza, così come per le infezioni virali, la maggior parte dei segni d’allarme sono sempre gli stessi, facciamo un breve ripasso:

  1. Febbre alta e sostenuta (ogni 4-6h bisogna dare l’antipiretico perché si normalizzi la temperatura) e dopo 3-5 giorni non diminuisce.
  2. Se resta tutto il tempo assonnato e poco attivo, anche quando la febbre si abbassa.
  3. Se ha un mal di testa davvero molto intenso, sproporzionato ad una normale cefalea da influenza.
  4. In caso di macchie sulla pelle. L’influenza, a differenza di molte altre malattie virali nei bambini, non causa un esantema (lesioni cutanee).
  5. Se la tosse peggiora con il passare dei giorni.
  6. Se respira in modo più rapido del normale o la pancia va su e giù con il respiro, o avete l’impressione che faccia fatica a respirare.

Se il vostro piccolo è ammalato e avete qualche dubbio in merito ad alcuno di questi punti, vi consiglio davvero di chiamare il vostro pediatra, che sono certa che vi aiuterà a riprendere in mano il buon senso e capire se la situazione è davvero allarmante. 

7. QUANDO COMINCIA LA CAMPAGNA ANTINFLUENZALE?

In Italia come in Spagna la campagna di vaccinazione antinfluenzale di solito comincia la terza settimana di ottobre/prima di novembre, ma quest’anno per comprensibili ragioni si è deciso di anticiparla. Noi professionisti della sanità ci vaccineremo nella settimana del 5 ottobre, mentre nella settimana del 13 ottobre si vaccinerà il resto della popolazione.

8. CHI SI DEVE VACCINARE?

Chiunque voglia farsi vaccinare può farlo. Il Ministero della Salute Spagnolo ha pubblicato recentemente un documento (4) che riafferma l’importanza del vaccino anche e soprattutto in questa stagione particolare per la presenza in circolazione anche di SARS-CoV-2. Cercando conferma per la situazione italiana, ho comprovato che le raccomandazioni dell’AIFA sono le stesse (5). Il problema che stiamo attualmente affrontando è che, considerato il numero di vaccini comprato dal governo, è molto probabile che non si possa vaccinare tutta la popolazione, per cui dobbiamo permettere ai soggetti a rischio di essere protetti per primi. Dunque quali sono questi soggetti? 

il Comitato consultivo sui vaccini dell’Associazione pediatrica spagnola (6) li definisce così:

Tutti i bambini di età superiore a 6 mesi che rientrano in queste categorie:

  1. Bambini prematuri nati a meno di 32 settimane di gestazione e attualmente di età compresa tra 6 mesi e 2 anni.
  2. Malattie respiratorie croniche: asma, iperreattività bronchiale, bronchiti ricorrenti, fibrosi cistica, displasia broncopolmonare.
  3. Cardiopatia.
  4. Malattie metaboliche come il diabete.
  5. Malattie renali o epatiche.
  6. Asplenia (mancanza di milza)
  7. Celiachia (nuova indicazione nella campagna 2018-2019)
  8. Bambini immunodepressi: cancro, trattamento prolungato con aspirina o corticosteroidi orali, immunodeficienze (ad eccezione del deficit di IgA)
  9. Sequele respiratorie di casi gravi di COVID-19 (Nuova indicazione 2020-2021)
  10. S. di Down e altre malattie genetiche con fattori di rischio associati.
  11. Bambini di età superiore a 6 mesi o adolescenti istituzionalizzati o supervisionati dall’amministrazione. (Nuova indicazione 2020-2021)
  12. Malattie neuromuscolari o encefalopatie.
  13. Malattie reumatologiche.
  14. Bambini con impianti cocleari
  15. Malnutrizione o obesità patologica
  16. Gravide in qualsiasi trimestre.
  17. Puerperio nei sei mesi successivi al parto se non è sti è vaccinata durante la gravidanza. (Nuova indicazione 2020-2021)
  18. Più di 65 anni.
  19. Professionisti di centri sanitari e farmacie.

Altra cosa importantissima! Anche i familiari che convivono con la persona a rischio dovrebbero vaccinarsi per proteggerla! Vi ricordo che il vaccino antinfluenzale non è efficace come il resto dei vaccini tipici dell’infanzia (la maggior parte dei quali supera il 90% di efficacia), si stima che l’efficacia sia tra il 47 e il 60% a seconda delle diverse stagioni. Ciò per dire che più persone del nucleo familiare si vaccinano, più gli individui a rischio all’interno di quel gruppo familiare saranno protetti (in termini scientifici ci si riferisce a questa strategia di protezione come alla “Cocoon Strategy” o “strategia del nido”). 

Non dimentichiamo infine che, anche se non strettamente raccomandato, vaccinarsi sarebbe buono e giusto anche per chi svolge un lavoro a contatto con molte persone (insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco..)

9 .QUANTE DOSI SONO?

Una singola dose di 0,5 ml nei bambini con più di 9 anni e negli adulti. Due dosi da 0,5 ml, a distanza di 4 settimane, se è la prima volta che si somministra un vaccino antinfluenzale ad un bambino tra i 6 mesi e i 9 anni d’ età.

10. SE MIO FIGLIO È ALLERGICO ALL’UOVO SI PUÒ VACCINARE?

Ancora una volta, il Vaccine Advisory Committee insiste sul fatto che “tutte le persone allergiche alle uova possono ricevere la vaccinazione antinfluenzale, nonostante quello che dice la scheda tecnica del vaccino”. Se la reazione all’uovo è una davvero grave si può considerare anche la possibilità di farlo in Day Hospital.

11. E IL RESTO DEI BAMBINI, SENZA FATTORI DI RISCHIO? VANNO VACCINATI COMUNQUE?

Ecco qui un’ottima domanda che mi viene spesso posta in ambulatorio. In realtà abbiamo già risposto in uno dei paragrafi precedenti, ma mi piacerebbe citarvi ciò che dice il Comitato consultivo sui vaccini, perché sia ancora più chiaro:

“La vaccinazione antinfluenzale dei bambini di età superiore a 6 mesi, non inclusi in alcun gruppo a rischio, è una misura raccomandata: tale pratica preventiva fornisce protezione individuale per il bambino e favorisce la protezione della famiglia e della comunità. Per questo motivo, la vaccinazione universale contro l’influenza nei bambini, proposta dall’OMS e dall’ECDC, dovrebbe essere un obiettivo a breve o medio termine. Tuttavia, nello scenario attuale della pandemia COVID-19, anche se questo comitato è favorevole all’indicazione universale della vaccinazione antinfluenzale nell’infanzia, come raccomandato dalle suddette organizzazioni, comprende che tale misura dovrebbe essere presa in conformità con le raccomandazioni ufficiali delle autorità sanitarie pubbliche, perché attualmente è prioritario garantire la fornitura di vaccini per anziani e gruppi a rischio di grave infezione da influenza e SARS-CoV-2 “.

Quest’anno è dunque meglio lasciare spazio ai soggetti più a rischio, ma senza dimenticare il beneficio dei vaccini antinfluenzali anche nei bambini senza fattori di rischio per le prossime annate che, ahimè, speriamo siano più fortunate dell’attuale. 

Spero anche oggi di avervi informato e che sia stato utile questo breve ripasso, vi saluto e se avete qualche dubbio, sapete dove trovarmi!!

  1. Informe de Vigilancia de la Gripe en España Temporada 2018-2019 (Desde la semana 40/2018 hasta la semana 20/2019) Centro Nacional de Epidemiología Instituto de Salud Carlos III
  2. J. Zhang et al., Science 10.1126/science.abb8001 (2020). Changes in contact patterns shape the dynamics of the COVID-19 outbreak in China. 
  3. Danis, K. et al. Clin. Infect. Dis. Cluster of coronavirus disease 2019 (Covid-19) in the French Alps, 2020
  4. Recomendaciones vacunación gripe Temporada 2020-2021. Ministerio de Sanidad. https://www.mscbs.gob.es/profesionales/saludPublica/prevPromocion/vacunaciones/docs/Recomendaciones_vacunacion_gripe.pdf
  5. https://www.aifa.gov.it/-/vaccinazione-antinfluenzale-in-eta-pediatrica-e-in-gravidanza
  6. https://vacunasaep.org/profesionales/noticias/gripe-vacunas-disponibles-2020-2021

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