PORTEO ERGONOMICO.. PERCHÈ TRASPORTARE IL TUO PICCOLO É UN’OTTIMA ABITUDINE

Nel corso della storia, in molte culture, comprese quelle che consideriamo la culla della civiltà, i neonati e i bambini hanno goduto del “porteo”. Uso questa parola spagnola perché in italiano diremmo “trasporto del bambino” e mi sembra che non abbia la stessa immediatezza e risulti forse un po’ articolata.

Si può scegliere di trasportare il piccolo per andare da un posto ad un altro, ma anche di trasportarlo semplicemente in casa, mentre la mamma o il papà vive la sua normale quotidianità. È da pochi anni che anche la comunità scientifica sta promuovendo questo strumento così naturale per rinforzare il vincolo genitore-figlio, e che offre multipli benefici, tanto per il “porteador”, come per il bimbo trasportato.

Già diverse volte, in una prima visita, i neo genitori mi hanno chiesto se portear il loro piccolo era rischioso, se la medicina attuale lo consiglia o no. Io devo ammettervi che quando non so una cosa che mi chiedono in ambulatorio, cerco sempre di informarmi al meglio prima di consigliarla o sconsigliarla, soprattutto per questi temi che nessuno ci ha insegnato in università. Cercare informazioni é a volte complesso ma comunque sempre stimolante, e devo dire che su questo tema ho trovato molta informazione, davvero interessante che vi riassumo in questo post. 

LE VIRTÙ DEL PORTEO

1. TRANQUILLITÀ. Sentendosi al sicuro, il piccolo è calmo, sa che la sua sopravvivenza è assicurata e dunque non attiva i suoi sistemi di allarme. Siamo di fronte a un meccanismo evolutivo: quando l’uomo era un cacciatore-raccoglitore, un bambino da solo era in grave pericolo.

2. MIGLIOR QUALITÀ DEL SONNO. Un bambino che si sente sicuro, si addormenta più facilmente e quindi dorme più ore. Ciò è particolarmente importante, perchè il cervello umano organizza le esperienze vissute durante il sonno.

3. MIGLIOR BENESSERE FISICO. Il porteo è una culla di benessere per il piccolo! Diversi studi hanno dimostrato che un bambino separato dalla madre sperimenta una diminuzione della frequenza cardiaca e della temperatura, disturbi del sonno e cambiamenti nel suo elettroencefalogramma, un vero e proprio deterioro dei suoi processi di autoregolazione. Al contrario sul corpo materno, i sistemi del bambino funzionano in modo ottimale (1,2): consumano meno ossigeno gestendo il dispendio energetico in modo più efficace (3), mantengono meglio la loro temperatura (2). Anche per la respirazione c’è un beneficio, infatti nel neonato neonato il pattern respiratorio è ancora immaturo e ha bisogno della vicinanza di un adulto per sincronizzare il respiro ed acquisire il proprio schema (2). Il movimento costante a cui il piccolo è sottoposto, stimola poi lo sviluppo del suo sistema vestibolare (quello deputato all’equilibrio). Grazie al calore materno, al contatto e alla postura fisiologica, il bambino elimina meglio i gas e presenta meno reflusso. Vivendo meno stress, migliora il funzionamento del sistema immunitario, oltre ad essersi osservata una migliore tolleranza del dolore (4).

4. DIMINUISCE IL PIANTO. Tutti i genitori sanno quanto può scuotere fin nelle viscere quel pianto acuto, inconsolabile e martellante. I bambini che trascorrono molto tempo nei portabebè, a stretto contatto con un genitore, piangono meno ed hanno meno coliche del lattante (5). Il pianto è la manifestazione più intensa della mancanza di benessere: implica un aumento dello stress e del dispendio energetico. 

5. MIGLIORA L’ ADATTAMENTO ALL’AMBIENTE. Dalla sicurezza della sua posizione privilegiata, il bambino conosce il mondo: la sua famiglia e la sua routine, ma anche i luoghi in cui vivrà e la società in cui è immerso. Impara così a differenziare le situazioni minacciose da quelle che non lo sono, perché riceve le informazioni filtrate dall’adulto che le porta. Altrimenti, sarà in allerta fino a quando non riuscirà a capire da solo se è in pericolo o meno.

6. PROMUOVE LO SVILUPPO DEL SISTEMA NERVOSO. Il sistema nervoso del neonato è immaturo, e lo stimolo multisensoriale del porteo (visivo, uditivo, vestibolare, olfattiva e tattile) rappresenta uno strumento davvero straordinario per il suo sviluppo (6). Durante il trasporto il piccolo trascorre più tempo in uno “stato di allerta silenzioso”,  ideale per l’apprendimento.

7. MIGLIORA L’ALLATTAMENTO MATERNO. Il contatto skin to skin (pelle con pelle) stimola la produzione degli stessi ormoni che promuovono l’allattamento: ossitocina e prolattina. Quindi maggiore è il contatto, più alta la concentrazione di questi ormoni che favoriscono l’allattamento.

8. DIMINUISCE LA PREVALENZA DELLA DEPRESSIONE POST PARTO. Poiché l’habitat del neonato è il corpo della madre, è normale che sia fisiologicamente preparato per trasportare il bambino. Si è visto che il contatto e l’allattamento al seno generano un particolare equilibrio endocrino, dominato dagli ormoni di cui abbiamo appena parlato. Pertanto, senza contatto o allattamento (o se questo non é sufficiente) possiamo incorrere in uno squilibrio endocrino che predispone alla depressione postpartum.

9 .PREVIENE LA PLAGIOCEFALIA POSTURALE per chi non é del mestiere, questo parolone si riferisce ad un’alterazione della forma del cranio. É dovuta al mantenimento della stessa posizione della testa stando sdraiati (che sia il lato destro, sinistro o al centro), durante molto tempo, soprattutto durante il sonno. Le ossa del cranio del neonato non sono ancora unite tra loro, e sono più facilmente deformabili proprio per la plasticità che le contraddistingue. Quando il piccolo é nel portabebé, la testa è appoggiata sul petto del genitore, dove ha una maggiore mobilità ed é mantenuta in posizione da un tessuto, supporto flessibile, che si adatta alla sua forma e non viceversa.

10. PROTEGGE LO SVILUPPO DELLA SCHIENA  la schiena del neonato è cifotica o curva (1), nella sua interezza. La lordosi cervicale si sviluppa quando inizia ad alzare la testa verso il terzo mese di vita, la lordosi lombare quando inizia a sedersi e camminare, tra il sesto mese e l’ anno di età. Si può quindi interpretare che le curvature vertebrali sono il prodotto di adattamenti successivi per adempiere alla funzione eretta (7). Quando il bambino viene “porteado”, adotta naturalmente una posizione cifotica o curva, che più a lungo viene mantenuta, migliore sarà il suo sviluppo. Portear dà più possibilità di movimento rispetto alla posizione supina nel lettino, poiché è la posizione in cui ha la maggiore competenza motoria, migliorando anche il tono muscolare (8,9). 

11. PROTEGGE LO SVILUPPO DELLE ANCHE: La posizione fisiologica tipica del neonato è, insieme alla cifosi (o curvatura, v. punto 9) della schiena, la posizione dei fianchi in “postura a rana”: flessione di 100º e abduzione di 45º. Questa posizione permette ai bambini di essere facilmente trasportati sui fianchi (10,11): la testa del femore poggia contro il fondo dell’acetabolo, consentendo il corretto sviluppo dell’anca e riducendo il rischio di displasia (12,13). 

QUALI SONO I REQUISITI DEI PORTABEBÈ ERGONOMICI?

  1. Rispettare le regole del porteo sicuro: posizione fisiologica del bambino, corretta tensione e adattamento, la regione addominale deve andare contro il corpo dell’adulto, la testa correttamente sostenuta, le vie aeree libere.
  2. Il bambino dev’essere all’altezza corretta (il sedere mai sotto la regione ombelicale dell’adulto). Nei più piccoli, dovrebbe essere possibile dare un bacio sulla testa, ma non colpirli con il mento senza volerlo.
  3. Il supporto per la schiena deve adattarsi alla sua crescita, in modo che un bambino con un maggiore grado di mobilità possa avere una maggiore libertà di movimento. Bisogna sempre essere in grado di sostenere l’intera schiena del bambino, testa inclusa, se si addormenta.
  4. Comodità per chi lo indossa e facilità d’uso.

Spero anche oggi di avervi aiutati! Vi saluto e come sempre, se avete qualche domanda non esistete e scrivermi!

  1. Towards universal Kangaroo Mother Care: recommendations and report from the First European conference and Seventh International Workshop on Kangaroo Mother Care. Nyqvist KH, Anderson GC, Bergman N. Acta Pediatrica. 2010; 99(6): 820–826.
  2. Método madre canguro guía práctica. En Organización Mundial de la Salud. Ginebra: OMS 2004.
  3. Feldman R, Weller A, Sirota L, Eidelman AI. Testing a Family Intervention Hypothesis: The Contribution of Mother-Infant Skin-to-Skin contact (kangaroo care) to Family Interaction, Proximity, and Touch. J Fam Psychol. 2003; 17(1): 94-107.
  4. Kostandy RR, Ludington-Hoe SM, Cong X, Abouelfettoh A, Bronson C, et all. Kangaroo Care (Skin Contact) Reduces Crying Response to Pain in Preterm Neonates: Pilot Results. Pain Manag Nurs. 2008; 9(2): 55-65.
  5. Saeidi R, Asnaashari Z, Amirnejad M, Esmaeili H, Robatsangi. Use of “kangaroo care” to alleviate the intensity of vaccination pain in newborns. Iran J Pediatr. 2011; 21(1): 99-102.
  6. Heller S. The Vital Touch: How Intimate Contact with Your Baby Leads To Happier Healthier Development. Holt Paperbacks. 1997.
  7. De las Heras J. Patología de la columna vertebral. An Pediatr Contin. 2006; 4(3): 196-9.
  8. Kirkilionid E. Carrying an Infant: More than the Possibility of Child Transport. 2002. http://www.babywearingschool.com/drkirkilionis.htm.
  9. Short MA, Brooks-Brunn JA, Reeves DS, et all. The Effects of Swaddling versus Standard Positioning in Very Low Birth Weight Infants. Neonatal Network. 1996; 15(4): 25-31.
  10. Schon R. Natural Parenting-Back to Basics in Infant Care. Evolutionary Psycholog. 2007; 5(1): 102-183.
  11. Price CT, Ramo BA. Prevention of hip dysplasia in children and adults. Orthop Clin North Am. 2012; 43(3): 269-79.
  12. Crisholm J, Navajo Infancy: An Ethological Study of Child Development. Aldine Publishing Company. 1983
  13. International Hip Dysplasia: Baby carriers, seats and other equipment (http://hipdysplasia.org/developmental-dysplasia-of-the-hip/prevention/baby-carriers-seats-and-other-equipment/)

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