SOFFI AL CUORE: PREOCCUPAZIONI, FALSI MITI, LEGGENDE ED ALTRE DELIZIE

Noelia é una ragazzina di 12 anni, arriva con la madre nel mio ambulatorio per il consueto check di salute. La signora é molto attenta e scrupolosa, e comincia a parlare con un nodo in gola: “Dottoressa, le devo raccontare, sono molto preoccupata, ad aprile l’ho portata dall’endocrinologo (lo specialista delle malattie ormonali ndr) privatamente, perché ero preoccupata per tutti quei peli che le stanno crescendo!” Mi spiega che tutti i centri di salute erano chiusi per il COVID e che “sa, non potevo aspettare, anche la bambina era in pensiero perché non si riconosceva più!” Certo capisco, cerco di tranquillizzare, Noelia é in piena pubertà e nelle donne latine la peluria tende ad essere più abbondante.. Ma lei continua: “Ma non sa cosa mi ha detto, proprio non me l’aspettavo, quando l’ha visitata le ha trovato un soffio al cuore!!” 

Ed ecco il panico farsi spazio! É assolutamente normale, le patologie cardiache spaventano sempre, ma vi raccomando, prima di tutto buon senso: non preoccupiamoci più del dovuto, prendiamo subito un appuntamento con il pediatra di famiglia. Riscontrare un soffio in una revisione per altri motivi é abbastanza frequente, soprattutto nel caso in cui ci sia febbre o in generale un aumento della dinamicità del circolo sanguigno (anemia, problemi di tiroide..). 

MA CHE COS’É UN SOFFIO AL CUORE?

Prima di tutto chiarezza, il soffio non é altro che un rumore! Per semplificare le cose, é come appoggiare l’orecchio su un tubo e sentire l’acqua scorrerne al suo interno. Appoggiando il fonendoscopio (che é come use fosse il prolungamento amplificato del nostro orecchio) sul torace del bambino ascoltiamo il rumore generato dal passaggio del sangue attraverso il cuore e i vasi che lo circondano. 

I SOFFI INNOCENTI

I soffi innocenti o funzionali sono molto comuni. Più della metà dei bambini li presenterà ad un certo punto, durante la  crescita. Sono generati dalla turbolenza del sangue ache si sposta velocemente, senza che ci sia di base nessuna malattia del cuore. Nel corso degli anni, noi pediatri impariamo a differenziare i soffi innocenti da quelli che potrebbero non esserlo. C’è una piccola percentuale di casi in cui esiste una patologia cardiaca (cardiopatia congenita) sottostante, che va diagnosticata e studiata.

Oggigiorno, abbiamo poi uno strumento straordinario: le ecografie fatte prima della nascita, che ci permettono di vedere il cuore molto meglio rispetto a qualche anno fa, grazie a una tecnologia sempre più sofisticata degli ultrasuoni. Così ormai, molte cardiopatie congenite si diagnosticano durante la gravidanza.

QUANDO PREOCCUPARCI?

Vi raccomando sempre si parlare con il vostro pediatra se avete qualche preoccupazione al rispetto, ma in generale è importante sapere quali sono i sintomi d’allarme. Tali sintomi variano a seconda dell’età, e possiamo raggrupparli in due grandi gruppi:

Dalla nascita agli 1-2 anni: 

  1. C’è qualche fattore di rischio durante la gravidanza o nel parto?
  2. Mangia bene? I controlli del peso con il pediatra sono corretti? 
  3. Si stanca mentre mangia? Diventa pallido o molto sudato in ogni poppata? 

Dai 2 anni in su:

  1. Ti ha mai detto di avere dolore al petto quando corre o in generale durante l’attività fisica? 
  2. É mai svenuto, o ha avuto vertigini, palpitazioni? 
  3. Si stanca sempre molto?
  4. Nella famiglia paterna o materna, c’è stato qualche caso di morte improvvisa? O decessi prima dei 50 anni? Qualcuno con cardiopatia congenita?

L’attuale frequenza delle cardiopatie congenite è di 8 casi su 1.000. Pertanto, nel 98-99% dei casi il soffio di Noelia sarà innocente.

E SE FINIAMO DAL CARDIOLOGO?

Se il pediatra lo ritiene necessario, richiederà un’ecocardiografía, che viene realizzata da un cardiologo pediatrico: un pediatra specializzato in cardiologia o un cardiologo specializzato in pediatria. É un esame indolore, non emette radiazioni e fornisce informazioni preziose sulla struttura e l’anatomia del cuore, nonché sul suo funzionamento. È particolarmente indicato nei neonati o nei bambini più piccoli, in cui il rischio di malattie cardiache è maggiore rispetto ai bambini più grandi.

Se l’eco è normale, non saranno necessari ulteriori studi o controlli. Se il cuore è normale, il bambino è sano, punto. Non dobbiamo andare dal cardiologo ogni anno né dobbiamo generare ansia nei genitori. Possiamo condurre quindi una vita normale? Potrà fare tutto lo sport che vuole? Si può chiudere il capitolo soffio? Sí, sí e ancora sí!

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